“Messaggere di Vittoria”


In riferimento al Salmo 68:11-12 Le messaggere di vittoria appaiono in una grande schiera. I re degli eserciti fuggono, fuggono, e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”.

Questo passo esprime profeticamente i risultati che vogliamo raggiungere:
Essere messaggere di vittoria, cioè poter trasmettere ad altri genitori i risultati e i successi conseguiti“

Sono una grande schiera”: il nostro numero aumenterà, saremo presenti in ogni contesto e rappresenteremo un’identità cristiana nella società.

“I re degli eserciti fuggono”: le nostre preghiere schiacceranno tutte le situazioni che possono compromettere la salute delle nostre famiglie (il peccato, l’incredulità, l’orgoglio, l’indifferenza, idolatria…) “e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”: raccoglieremo i frutti della nostra battaglia spirituale.

“Peninna: una donna dominata dall’invidia” (tratto dal libro il suo nome è donna)

24 Febbraio 2010 | 0 Commenti

 Vi invitiamo oggi a meditare sul testo della Scrittura in 1Samuele 1:1-18 .  Peninna: una donna dominata dall’invidia

Le autorità sanitarie dirigenti hanno constatato che la causa ultima di molte malattie risiede nell’emotività con cui si reagisce alla vita. L’odio accanito e prolungato può danneggiare il cervello e causare disturbi cardiaci, pressione alta e indigestione acuta: Tutte malattie abbastanza gravi che possono condurre una persona alla morte.”

Proverbi 6:23  Il precetto è infatti una lampada, l’insegnamento una luce, le correzioni e la disciplina sono la via della vita, 24  per guardarti dalla donna malvagia, dalle parole seducenti della straniera.

Proverbi 14:30  Un cuore calmo è la vita del corpo, ma l’invidia è la carie delle ossa.

Proverbi 27:4  L’ira è crudele e la collera impetuosa; ma chi può resistere alla gelosia?  Peninna visse in un tempo di declinio, Israele era giunto ad uno dei punti più oscuri della storia. Dopo che Mosè e Giosuè avevano governato abilmente la nazione, venne il tempo dei giudici.Dio stesso voleva governare, comunque il popolo era poco interessato a Dio e ritornava sempre più frequentemente a servire agli altri idoli. Di conseguenza, il governo teocratico crollò.

Il declinio porto all’anarchia. Non si ubbidiva più alla leggi del governo. Ognuno faceva quella che era giusto ai suoi occhi.La situazione spirituale non era migliore di quella politica e sociale. La collera di Dio si stava accumulando sul capo di Eli, il sommo sacerdote, perché tollerava il comportamento malvagio dei suoi figli  Ofni e Fineas.

Eli si era accorto che i suoi figli mangiavano la parte migliore dei sacrifici offerti a Dio dal popolo. Sapeva che disprezzavano il tabernacolo, tenendo un comportamento sessuale indecoroso. Eppure non li rimproverava. Il giudizio di Dio era eminente. La casa di Eli aveva perso la sua influenza e la nazione stava per essere assediata dai suoi nemici, i Filistei.

Ma ancora più terribile era il fatto che, durante quel periodo, Dio difficilmente faceva sentire la Sua voce. Vi era scarsa comunicazione tra Lui e il Suo popolo.

Pennina visse durante questo periodo. Elcana suo marito, aveva due mogli, Dio aveva disposto che ciascuno uomo dovessi avere una sola moglie e ciascuna donna un solo marito. Ma, poiché il popolo veniva a meno ai suoi ideali. Egli tollerò queste eccezioni, soprattutto per proteggere i figli primogeniti.

Guardando l’esperienza di Elcana, si può dire che chiunque si allontana dal disegno di Dio mette in difficoltà se stesso e gli altri. In quella casa l’atmosfera era insopportabile. Il fatto, poi che Peninna avessi dei figli mentre Anna , l’altra moglie, non ne aveva, non faceva altro che alimentare il conflitto.

Per lo meno la religione formale occupava il posto giusto nella famiglia di Elcana. Ma, sebbene ogni membro della famiglia compisse tutte le pratiche religiose, per Peninna Dio non era una realtà. Ella era scontenta. Non ringraziava Dio per i figlie che aveva e per tutte le altre cose buone cose che possedeva. La sua vita era paralizzata dalla mancanza di gratitudine. Non deve esserle passato neppure per la mente che Dio potesse desiderare altri omaggi: ad esempio, l’amore per gli altri. Aveva tutto ciò che la donna ebrea può desiderare: molti bambini. Normalmente una prole numerosa era il segno della benedizione di Dio. Peninna avrebbe continuato a vivere a lungo, dopo la sua morte, attraverso i suoi figli.

L’altra moglie di Elcana, invece , era molto depressa per la mancanza di figli. Anna non venne toccata dallo spirito del suo tempo. Essendo Dio al centro dei suoi pensieri, le sue azioni erano dettate dalla fede. Era attraente e dolce nei modi di fare. Elcana vedeva chiaramente la differenza tra le due donne. Non poteva farci niente; preferiva Anna a Peninna.

Ma Peninna, non si lasciava influenzare dall’esempio di Anna.Reagiva, anzi, in modo diametralmente opposto. Si riteneva superiore ad Anna perché aveva partorito dei figli. Non pensava affatto che era stato Dio a darla la possibilità di averne.

Peninna era invidiosa di Anna. La provocava continuamente, soprattutto in occasione delle festività ebraiche. Queste festività erano motivo di maggiore sofferenza per Anna, in quanto si trattava di celebrazione durante le quali nuclei familiari della nazione ebraica si dirigevano verso la casa di Dio, a Silo.

Durante quei giorni, sembrava che Peninna fosse ancor più pungente del solito con Anna.

Peninna aveva lasciato che l’amarezza mettesse radici nel suo cuore; la sua vita era avvelenata dall’invidia. Tale invidia deriva dalla rivalità, dall’egoismo e dalla mancanza di umiltà. L’invidia guarda solo ai propri interessi, non a quelli degli altri. La Bibbia mette in guardia da questo vizio. L’invidia non rappresenta una di quelle piccole debolezze di carattere che Dio permette che sussistano nella vita di un uomo. Dio inserisce l’invidia nella lista dei peccati che la società considera molto più gravi: adulterio, idolatria, stregoneria, ecc…

“L’invidia è una maledizione per un uomo” scrisse Salomone. E’ simile ad un fuoco. Se non viene spenta rapidamente, non può essere arrestata, perché intacca altre parti del corpo. Ciò risulta particolarmente vero per la lingua. Peninna è un esempio di come una persona possa usare la lingua per manifestare la propria invidia. Pur essendo una delle più piccole parti del corpo, la lingua può originare una fiamma divampante e distruggere vite intere. Non c’è da meravigliarsi se, in una simile circostanza, la Bibbia afferma che chi adopera male la lingua “trae fiamme della Geenna”.

L’invidia può divorare una persona, perché scaturisce da Satana. Satana ste4sso venne distrutto dall’invidia. Egli invidiava Dio. Nella sua superbia voleva essere come Lui. Questa pretesa fu la causa della sua caduta. Satana quindi è felice ogni volta che un essere umano cade in questa trappola da lui preparata. Egli riesce molto spesso nel suo intento perché le persone sono invidiose per natura. E’ veramente sciocco che delle persone possono permettere che lo stesso membro, la lingua, possa essere adoperato per parlare con Dio e per glorificarlo, e allo stesso tempo possa venire corrotta da Satana.

L’invidia parte della mente. Se l’uomo non arresta per tempo l’invidia e non ritorna a Dio, essa rovina pensieri ed ostacola i rapporti interpersonali. L’invidia è anche astuta. Costituisce un pericolo maggiore per chi la nutre che non per le persone contro le quali è indirizzata. Come un boomerang, si ritorce contro la persona invidiosa. Peninna lo sperimentò a sue spese. Non si preoccupò di risolvere i suoi problemi, anche se la soluzione era a portata di mano. Tutto quello che doveva fare consisteva semplicemente nell’osservare e nel seguire l’esempio della fede di Anna.   Dopo questo racconto l’autore di questo libro “il suo nome è donna” ci invita a farci delle domande, una di queste è : “Hai nella tua vita dei vizi che vorresti correggerti?” Poi ci invita a pregare per questo specificatamente e poi di passare l’azione .  

Non ci sono altri commenti questo testo oggi ci invita ha riflettere! Riprendendo dal testo  concludo soltanto con la frase finale che l’autore scrive: “Tutto quello che doveva fare consisteva semplicemente nell’osservare e nel seguire l’esempio della fede di Anna”  L’ esortazione d’oggi va in questa direzione che ognuna di noi possiamo essere un esempio sano di: fede, di azione, di preghiera, di umiltà, di dolcezza … e come Anna che ha lasciato un segno nelle Scritture e suo figlio tanto desiderato da lei ha dato  continuità alla storia del popolo di Dio.