“Messaggere di Vittoria”


In riferimento al Salmo 68:11-12 Le messaggere di vittoria appaiono in una grande schiera. I re degli eserciti fuggono, fuggono, e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”.

Questo passo esprime profeticamente i risultati che vogliamo raggiungere:
Essere messaggere di vittoria, cioè poter trasmettere ad altri genitori i risultati e i successi conseguiti“

Sono una grande schiera”: il nostro numero aumenterà, saremo presenti in ogni contesto e rappresenteremo un’identità cristiana nella società.

“I re degli eserciti fuggono”: le nostre preghiere schiacceranno tutte le situazioni che possono compromettere la salute delle nostre famiglie (il peccato, l’incredulità, l’orgoglio, l’indifferenza, idolatria…) “e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”: raccoglieremo i frutti della nostra battaglia spirituale.

La Croce è il luogo dove rifugiarsi

30 Settembre 2009 | 6 Commenti

“ Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. Ma tutte le cose quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto è luce. Per questo è detto:” Risvegliati, o tu che dormi,e risorgi dai morti,e Cristo ti inonderà di luce”( Ef5: 11-14)

Ci sono momenti della nostra vita di donne credenti in cui, quando il Signore ti pone nel cuore una simile parola, ne senti scendere giù nel cuore la lama della sua verità e giustizia. E senti che è arrivato il momento di affrontare quella realtà che fino ad allora era difficile guardare in faccia.

La forza e il coraggio che si hanno dentro non sono  più gli stessi che si avevano quando si era del mondo..no. Dio ha dovuto togliere l’arroganza e la presunzione, l’orgoglio di credere di essere capace di non perdere il controllo della situazione…quella indipendenza da Lui che portava ogni volta a fare senza farsi da parte..quella fede non accompagnata da umiltà e resa totale.

Quando arrivano quei momenti il cuore si spacca in due dal dolore…e il dolore più grande che si prova non è il fatto che finalmente si è  realizzato “l’opera infruttuosa delle tenebre” perché quello lo si vedeva ogni giorno, ma il fatto che si è cercato per tanto tempo di coprire, di intervenire senza ascoltare Dio,di accondiscendere ,divenendo senza rendersene conto complici dell’opera stessa…per non ammettere a se stesse e a Dio di aver fallito.Realizzare tutto questo porta a “morire” a se stessi e ad arrenderci per ricevere di conseguenza la sua forza e il suo coraggio per alzare la voce e  denunciare ,senza più paure,di perdere qualcuno o qualcosa…e nel nuovo tempo di restaurazione senza più vergogna.

La Croce  è il luogo dove rifugiarsi, riversare ogni cosa nella totale fiducia del suo amore e nell’ascolto della sua guarigione in noi. Superato il momento lacerante, si realizza di aver ritrovato se stesse nella nuova vera identità: quella di Cristo.

Si guarda quelle opere infruttuose e si realizza di essere completamente libere…e finalmente di essere luce nel Signore e pronte a portare frutto.Si guarda quelle opere infruttuose e si comprende veramente come il nostro combattimento non è contro carne e sangue ma contro i dominatori di questo mondo di tenebre…e nel nostro spirito si alza una libera e  potente preghiera d’intercessione e di amore.

daniela