“Messaggere di Vittoria”


In riferimento al Salmo 68:11-12 Le messaggere di vittoria appaiono in una grande schiera. I re degli eserciti fuggono, fuggono, e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”.

Questo passo esprime profeticamente i risultati che vogliamo raggiungere:
Essere messaggere di vittoria, cioè poter trasmettere ad altri genitori i risultati e i successi conseguiti“

Sono una grande schiera”: il nostro numero aumenterà, saremo presenti in ogni contesto e rappresenteremo un’identità cristiana nella società.

“I re degli eserciti fuggono”: le nostre preghiere schiacceranno tutte le situazioni che possono compromettere la salute delle nostre famiglie (il peccato, l’incredulità, l’orgoglio, l’indifferenza, idolatria…) “e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”: raccoglieremo i frutti della nostra battaglia spirituale.

Gesù risuscita il figlio della vedova

29 Ottobre 2008 | 5 Commenti

Care Messaggere di Vittoria un saluto a tutte voi!

Desideriamo esortarvi a scriverci perchè siete parte attiva in questo Movimento di preghiera. Quello che il Signore vi mette nel cuore a volte può sembrare che non abbia senso per voi, ma può essere che attraverso di voi Dio voglia dare una risposta di preghiera ad un’altra mamma.  Ognuna può essere quel fiume di Dio che arriva e porta acqua in luoghi aridi.

Ringraziamo Silvia per aver aperto il suo cuore oggi e averci condiviso la sua riflessione che ci esorta a credere ancora che Gesù è Colui che rida la vita!

“A volte mi ritrovo a pregare, pregare e i risultati si fanno attendere e penso: Si, Dio opera guarisce attraverso la fede, ma in parecchie situazioni la mia fede è scarsa, questo mi dispiace e mi sento fragile .

A questo punto mi sono ricordata di quando Gesù risuscita il figlio della vedova di Nain in Luca 7:11-17  Poco dopo egli si avviò verso una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran folla andavano con lui. 12 Quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della città era con lei. 13 Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: «Non piangere!» 14 E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!» 15 Il morto si alzò e si mise seduto, e cominciò a parlare. E Gesù lo restituì a sua madre.”

Qui Gesù ebbe pietà del dolore della madre e non operò attraverso la fede della donna. Lei stava semplicemente piangendo per il figlio morto.Ci sono madri vedove e madri che a volte si sentono cosi’ nell’educare i figli…E’ vero a volte la nostra fede è poca, ma non mettiamo dei limiti a Dio. Qui non ha solo risolto un problema, ma ha RISUSCITATO UN MORTO!!!!Ha avuto pietà per il dolore di una madre.

Voglio esortare tutte  a non perderci d’animo, certo dobbiamo coltivare la nostra fede, ma non siamo noi a mettere delle regole a Dio. Lui è immensamente buono, paziente,meraviglioso, sà cosa fare e quando farlo e soprattutto soccorre le madri che soffrono per i loro figli.

Fidiamoci di più di Dio!!!!!!!

un abbraccio Silvia