“Messaggere di Vittoria”


In riferimento al Salmo 68:11-12 Le messaggere di vittoria appaiono in una grande schiera. I re degli eserciti fuggono, fuggono, e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”.

Questo passo esprime profeticamente i risultati che vogliamo raggiungere:
Essere messaggere di vittoria, cioè poter trasmettere ad altri genitori i risultati e i successi conseguiti“

Sono una grande schiera”: il nostro numero aumenterà, saremo presenti in ogni contesto e rappresenteremo un’identità cristiana nella società.

“I re degli eserciti fuggono”: le nostre preghiere schiacceranno tutte le situazioni che possono compromettere la salute delle nostre famiglie (il peccato, l’incredulità, l’orgoglio, l’indifferenza, idolatria…) “e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”: raccoglieremo i frutti della nostra battaglia spirituale.

“Entrare nella vita divina di vittoria e riposo” di David Wilkerson

30 Settembre 2008 | 4 Commenti

“Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna” (Giovanni 12:25).

Che paradosso: odiare la vita per trovarla!
Disprezzarla per scoprirla!
Non sembra una cosa ragionevole.

Eppure, la chiave per avere una vita abbondante è proprio in quest’affermazione apparentemente senza senso e confusionaria. Questa è la sua sfida al nostro piccolo mondo. Capire il significato d’essa è la porta che introduce ad una rivelazione che ci dà la vita. Gesù disse anche: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo” (Luca 14:26).

Sicuramente, Cristo non può volersi riferire all’odio, nei termini di una classica definizione da dizionario: aborrire o detestare, rifiutare o rigettare.

La Parola di Dio dice:“Chiunque odia suo fratello è omicida …” (I Giovanni 3:15).“Mariti, amate le vostre mogli, e non inaspritevi contro di loro”.

“Onora tuo padre e tua madre”.

Non è la vita che deve essere odiata, perché essa è un dono di Dio. Non dobbiamo odiare le persone; non sarebbe scritturale.

Dobbiamo imparare ad odiare il modo in cui conduciamo la vita. Dobbiamo odiare ciò che hanno fatto di noi le nostre sollecitudini per la famiglia ed i nostri cari. La tua vita si racchiude tutta nei figli, nel marito, nella moglie, nei genitori? Tutte le tue gioie ed i tuoi problemi si limitano forse a questa cerchia ristretta?

Dio ci sta semplicemente invitando ad allargare l’ambito della nostra vita. La vita deve essere qualcosa di più che solamente tendaggi, bollette, la scuola dei bambini, la salute dei genitori, la parentela. Marta si era abituata ad una vita di routine; Maria voleva crescere! Maria voleva espandere le proprie vedute. Gesù approvò l’atteggiamento di Maria nei confronti della vita…(Luca 10:38-41) 

Non è che devi dimenticare i tuoi doveri ed obblighi verso la famiglia e gli amici; ma potresti rimanere talmente legato a quei doveri, da rimanere bloccato nella tua crescita. Devi svegliarti, una buona volta. Nella tua anima deve sorgere una santa ira, una santa indignazione; devi gridare: “Dio! Odio ciò che sono diventato. Odio i miei malumori. Odio quanto a volte sono irritabile. Odio la mia malinconia. Odio quanto sono diventato meschino. Lo odio! Lo odio! Lo odio!”

…E cos’è che offre il nostro Signore? Offre la morte, come mezzo per scoprire la vita.

“Prenda la sua croce e mi segua …”

…nel giorno in cui Gesù veniva spinto e pungolato dalla folla verso il Golgota, avresti sentito in un sussurro il significato della croce. Avresti sentito Gesù continuare a ripetere: “La tua volontà, Padre, non la mia! Vivo e muoio solo per fare la tua volontà.” Quello, amico mio, è il significato della croce: la volontà di Dio!

Per lui e per noi, c’è una sola croce, con lo stesso significato! La tua croce non è un qualche disturbo fisico o una spina nella carne. Non è una situazione familiare difficile. Non è la malattia o l’infermità. Non è una specie di prova a lungo termine. Non è un peso di alcun genere, fisico, spirituale o di altro tipo. Sentiamo che la gente dice: “È la mia croce, devo sopportarlo.” Queste io le chiamo “croci da martire”.

La tua croce e la mia sono una sola. Sono la stessa croce che egli portò; con lo stesso significato. La croce è fare la perfetta volontà di Dio.

Gesù disse: “Rinneghi se stesso e prenda la sua croce …

Tutto questo non ha nulla a che fare con la negazione di sé, la sofferenza o le privazioni. Il suo giogo è leggero, il suo carico è dolce. Egli pagò il prezzo. Il significato è talmente semplice, che a noi sfugge. È questo: se devi essere un mio discepolo, devi rinunciare alla tua volontà ed accettare la mia. Prendere la croce vuol dire semplicemente accettare l’assoluto volere di Dio. Significa essere completamente arresi a fare le cose col sistema di Dio.

Può la croce essere così semplice, e la sua realizzazione essere così complicata? Niente affatto! Alla croce sono richieste solo due cose:

 “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Matteo 22:37);

“Ama il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:39).

“Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti” (Matteo 22:40).

In altre parole, tutto ciò che mai potrò chiedervi dipenderà dal fare queste due cose!

Se l’amore assoluto per Dio è così importante, egli deve mostrarci come fare. Questo è stato il grido di tutti i veri santi:

“Veramente non so come amarlo”. Pensiamo al nostro amore per Dio come a qualcosa che facciamo per lui, come lodare ed adorare o andare nella cameretta segreta per parlare con lui. Pensiamo che amarlo significhi essere santi, gentili, testimoniando ai non credenti. No! Dio è amore, e per essere veramente Dio, deve amare.

Amarlo vuol dire permettergli di essere Dio in noi ed attraverso noi! L’amore è qualcosa che egli fa per noi! Abbiamo paura di questo concetto, come se si trattasse di egoismo da parte nostra, ma non lo è! Lo amiamo meglio e di più quando gli permettiamo di fluire attraverso noi, facendo ed essendo tutto ciò che egli dice di essere nella Sua Parola.

Vedete quel cristiano in ginocchio, che piange, digiuna e prega? Vedete quelle grosse lacrime? Lo sentite supplicare Dio, perché accetti la sua lode ed adorazione? Lo sentite mentre continua a ripetere: “Signore, ti amo! Ti amo!”? È amore, quello? Non quando sono solo parole! Non quando ci si rivolge a Dio come ad un essere solitario ed intoccabile che non ha bisogno di altro che di lodi. Cosa ne pensereste se mia moglie mi venisse davanti per ammirarmi una volta al giorno, dicendo tutte quelle cose, ma continuando poi a vivere la sua vita di sempre?

Il nostro Dio ha bisogno di amare! Ha bisogno di persone che se ne approprino, per camminare nella sua potenza ed usare le sue risorse. Lasciate che vi mostri chi è colui che ama Dio con tutto se stesso. È colui il quale con una fede semplice ed infantile si poggia sulle preziose promesse e le rende operative nella sua vita di tutti i giorni.

Ignorare tutto ciò che egli ha promesso di essere e di fare per nostro mezzo non è  amore. Svolgere la nostra vita frettolosamente, in solitudine, preoccupati, depressi, trascinando il nostro peso, non è amore. Amare vuol dire entrare in Dio ed usare la sua gloriosa potenza.

Conosco molte persone che credono di essere dei grandi amanti di Dio. Digiunano e pregano per mezza nottata. Rifiutano di posare lo sguardo su cose peccaminose. Negano se stesse. Sono sincere. Studiano

la Parola di Dio con diligenza. Sono compassionevoli ed oneste. Ma non riescono mai ad entrare nella vita divina di vittoria e riposo. Sono così occupate a combattere il male, che hanno perso di vista il fatto che il diavolo è già stato sconfitto sulla croce.

Alcuni cristiani hanno solo una relazione “intima” con Dio. Sanno veramente come toccare Dio in preghiera. Ma non sanno come vivere Dio. Non hanno una fede di sostanza. Nessuna fiducia, in tempo di crisi.

 E che dire dell’amare il prossimo come se stessi? È qui che il nostro mondo diventa piccino. Dio ci chiede di fare la sua perfetta volontà; non di accettare una legge, ma di lasciar scorrere in noi un nuovo flusso vitale. Però, noi non sappiamo neppure cosa dobbiamo veramente fare con tutte queste risorse che ci sono promesse.

Ecco la semplicità di ciò che Cristo sta cercando di affermare in noi:

Odia ciò che sei, poi vieni e scopri la mia nuova vita per te;

Rigetta il tuo vecchio stile di vita, accetta la mia perfetta volontà;

…quello che Dio sta cercando di mostrarci: che abbiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno per vivere pienamente ed amare completamente. Non affrontiamo il mondo come dei poveracci spirituali, ma come figli di un Re, cavalcando splendidamente, equipaggiati per aiutare qualsiasi vicino che soffra…