“Messaggere di Vittoria”


In riferimento al Salmo 68:11 Le messaggere di vittoria appaiono in una grande schiera. I re degli eserciti fuggono, fuggono, e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”.

Questo passo esprime profeticamente i risultati che vogliamo raggiungere:
Essere messaggere di vittoria, cioè poter trasmettere ad altri genitori i risultati e i successi conseguiti“

Sono una grande schiera”: il nostro numero aumenterà, saremo presenti in ogni contesto e rappresenteremo un’identità cristiana nella società.

“I re degli eserciti fuggono”: le nostre preghiere schiacceranno tutte le situazioni che possono compromettere la salute delle nostre famiglie (il peccato, l’incredulità, l’orgoglio, l’indifferenza, idolatria…) “e quelle che stavano in casa si dividono il bottino”: raccoglieremo i frutti della nostra battaglia spirituale.

Rassegnazione/ accettazione di Daniela Tasca

4 Febbraio 2010 | 1 Commento

“Vi lascio pace, vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”. Giov. 14:27

Quanto sono dolci e rassicuranti queste parole di Gesù rivolte proprio a noi! Solo facendo nostre queste Sue affermazioni la nostra anima può star bene e questo nonostante tutto quello che ci accade attorno.

Eh si ,perchè la pace che Gesù ci da non dipende dalle condizioni e dalle circostanze in cui ci troviamo, ma essa deriva dal sapere che siamo figlie di Dio e che nostro Padre, che controlla l’intero universo, ci ama e sempre ha a cuore il nostro bene.

Ecco perchè tante persone possono dire di aver sperimentato molto di questa pace proprio durante la traversata di mari impetuosi. Joni Eareckson scoprì una pace sovrannaturale quando fu costretta su una sedia a rotelle (ho riletto recentemente Intromissione divina che parla tanto di questo). Corrie ten Boom la trovò in un campo di sterminio nazista. La missionaria Elisabeth Elliot la trovò ministrando alla tribù indios che aveva massacrato suo marito.

E così quante di noi possono testimoniare di questa pace divina, a volte giunta quasi inaspettata, ma provata realmente in mezzo alla tempesta della vita? Credo che nell’accettazione di quello che stiamo vivendo scopriamo pace e vorrei sottolineare che questo non significa assolutamente rassegnazione. C’è una grande differenza tra questi due atteggiamenti.

-Rassegnazione è arrendersi al fato, accettazione è arrendersi al nostro Dio che tutto può.

-Rassegnazione è abbandonarsi ad un universo vuoto, accettazione è alzarsi per incontrare il Dio che riempie quell’universo con i Suoi alti propositi per la nostra vita.

-La rassegnazione ci fa dire “Non posso”, l’accettazione ci fa proclamare Dio può.

 -La rassegnazione paralizza il nostro processo vitale, l’accettazione rilascia questo processo vitale per esprimere il massimo della nostra creatività.

-La rassegnazione ci fa dire “Per me è finita”, l’accettazione ci fa dire A questo punto della mia vita, o Signore, cosa hai in serbo per me, cosa mi mostrerai?”

-La rassegnazione di fa dire “Che spreco”, l’accettazione ci fa dire “In quale modo, o Dio, potrai usare il caos in cui mi trovo?”

 -La rassegnazione ci fa dire “Sono sola”, l’accettazione ci fa gridare Io appartengo a te, o mio Dio!.

Così in questo giorno ognuna di noi, nessuna esclusa, può alzarsi ed elevare le mani verso il cielo e prendere la pace che Gesù vuole dare.

Daniela Tasca